Silvano Borzacchiello

2006.04.11 - Jazzitalia - Ivo Antognini, Feggàri Mou PDF Stampa E-mail

Ivo Antognini - piano
Stefano Dall'ora - double bass
Silvano Borzacchiello - drums
Oskar Boldre - voice
Arno Haas - sax
Jochen Feicht - sax bassetthorn
Claudio Pontiggia - french horn
Marco Fratantonio - accordion
Marco Brioschi - flugelhorn
Danilo Moccia - additional trombone on 8

Fra le sorprese della stagione discografica, Feggàri mou del pianista, compositore e band-leader Ivo Antognini, dalla Svizzera, ha incontrato il favore del circuito radiofonico statunitense, e non c'è da stupirsi: è un disco eclettico ma non frammentario, orecchiabile ma non stucchevole, ben suonato ma non dedito al virtuosismo.

Un modello forte è quello dell'ultimo, "enciclopedico" Patitucci, per quanto ovviamente qui la formazione sia meno bass-oriented; e proprio allo stile di Edward Simon ci fa pensare talvolta il pianismo di Antognini
, fra l'altro eccellente nell'esecuzione oltre che in una scrittura tematica sempre interessante; non meno encomiabili le orchestrazioni, specie quelle della preziosa introduzione a "Change", in cui si fondono con sapienza flicorno, sax tenore e soprano.

La title-track ("Luna mia", ed ecco che spunta un altro riferimento importante, quello al Blanchard di Wandering Moon), costruita su un motivo latinoamericano, è marcata da interventi vocali di grande suggestione (di Oskar Boldre), oltre che dal solismo sbrigliato di
Antognini.

Una rimeditazione bop come "Take the happy train" si giova soprattutto di un drumming appropriatamente "anacronistico", alla Art Blakey (dell'ottimo Silvano Borzacchiello). Di questa collezione, però, il brano più meritevole è senza alcun dubbio "Didé", piccola suite che mostra tutto il background di Antognini, molto attivo nell'ambito della musica cinematografica.

Molto curata l'edizione, con note di copertina dello stesso autore e due tracce video.
Luca Bandirali per Jazzitalia

 
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