Silvano Borzacchiello

2003.06.03 - Tinforma PDF Stampa E-mail

GIULIO GRANATI, CUORE E PIANOFORTE

L'abbiamo incontrato in una serata piovosa di primavera, seduto dietro al pianoforte a coda in un salone elegante sul lago di Lugano, dondolante al ritmo della musica che le sue dita battevano sui tasti... dondolava, osservava il resto della sala e sorrideva, lasciando correre una musica che forse era ispirata proprio a ciò che gli passava davanti agli occhi. Insomma, descriveva in note, come un giornalista avrebbe fatto a parole, ciò che vedeva: noi che gli stavamo davanti con i nostri bicchieri in mano, altri che passavano via... in direzione bar. Così, abbiamo preso confidenza e abbiamo deciso di disturbare il musicista, di parlare al conducente, in un certo senso. Lui non s'é arrabbiato... anzi, affabile come sono spesso i romani ed elegante come si addice ad un jazzista, Giulio Granati ci ha assecondati; ha assecondato noi e anche le nostre richieste... “Avresti voglia di suonare Summertime? Avresti voglia…, eccetera eccetera”. Più tardi ci siamo scambiati gli indirizzi di posta elettronica e nei giorni scorsi gli abbiamo spedito una serie di domande. Ecco, le interessanti risposte che Giulio Granati ci ha appena fatto avere… -CHI SEI? Sono principalmente un uomo, con le sue passioni, le sue debolezze, le sue idee ed i suoi valori. Questo ha determinato il corso della mia vita sin da quando, studente di liceo classico, ho abbandonato gli studi perché schifato dal sistema e dalle ingiustizie cui quotidianamente assistevo. Risale a quei tempi la mia decisione di vivere di musica, libero e autonomo di accettare o non accettare ciò che la vita mi proponeva, quindi di mandare a visitare il famoso paese chiunque avesse preteso di ledere in qualche modo la mia dignità. Ho sempre dato un’importanza primaria al rispetto per la gente, perciò ho sempre preteso rispetto dalla gente. Disponibile e gentile con chi lo è con me, bastardo con i bastardi, anche più di loro, conosco molto bene le persone e sono sempre pronto a fregare per primo chi tenta di fregarmi. Il fatto di sentirmi principalmente un uomo, prima che un musicista, mi ha portato alla scelta, forse per molti colleghi discutibile , di accettare molti compromessi (musicalmente parlando), che però mi hanno permesso di vivere bene e soprattutto di far vivere bene le persone che amo e che mi amano . Se sei “solo” è un conto, ma non è giusto far accettare alla tua famiglia un tipo di vita che serve solo alla tua gratificazione. Ne è risultato, per contro, un processo molto lento della mia carriera “artistica”, ma mi va bene così perché quello che faccio, lo faccio comunque bene, dignitosamente, non ho mai dovuto dire grazie a nessuno e nel contempo posso dare sfogo alla mia creatività . -PERCHÉ E QUANDO TI SEI INNAMORATO DEL PIANOFORTE? Da quando sono nato c’è sempre stato un pianoforte in casa, non avevo neanche sei anni quando ho cominciato a studiare regolarmente, ovviamente spinto da mio padre (anche lui musicista) che aveva evidentemente capito la mia naturale predisposizione per la musica. Avendo iniziato così presto, presto sono arrivato a risultati che mi hanno fatto innamorare dello strumento e della musica, prima dell’età in cui generalmente i ragazzi sono distratti da molte altre cose. -QUANDO HAI CAPITO CHE AVRESTI DEDICATO LA TUA VITA ALLA MUSICA? Come ho già detto , quando mi sono reso conto che la musica mi avrebbe permesso d’essere libero più di qualsiasi altro lavoro . -E LA MUSICA COME L'HA PRESA (AH, AH!)? Inizialmente mi ha fatto impazzire, è entrata dentro di me in maniera confusa, si nascondeva e mi impediva di capire veramente quale fosse la mia strada, poi piano piano sono riuscito a sopraffarla e manipolarla a mio piacimento (ah ,ah!!!) -C'É UN JAZZISTA CHE AMMIRI PIÙ D’ALTRI? Il musicista che ha influito maggiormente nella mia vita artistica è stato sicuramente Bill Evans, sul quale recentemente ho fatto una monografia in sette puntate per la Rete 2 della RSI che spero qualcuno abbia trovato interessante. Quelli che ammiro sono molti! -E UN DISCO JAZZ SOPRA A TUTTI GLI ALTRI? Questa è una domanda alla quale è impossibile rispondere, anche perché un disco può darti qualcosa in certi momenti ed un altro in altri, a seconda del tuo stato d’animo e di ciò che vuoi cogliere dall’ascolto. Suonare non è (non dovrebbe essere) mai una prova d’abilità, per cui: in base a cosa un disco è meglio di un altro? Certo, un disco può piacerti più di un altro, ma è molto soggettivo. -CONSIGLIA UN DISCO A CHI NON SI É MAI INTERESSATO DI JAZZ, MA ORA VUOLE ESSERE INIZIATO… Anche a questa domanda è difficile rispondere, posso però dire che è senz’altro meglio avvicinarsi al Jazz con un approccio graduale, non partire da cose modernissime, trovo poi molto importante e coinvolgente conoscere il contesto storico in cui si sviluppa la musica e la vicenda umana dei musicisti, ti aiuta ad entrare nella musica. -CONSIGLIA UN DISCO DI GIULIO GRANATI A CHI NON SI É MAI INTERESSATO DI GIULIO GRANATI, MA ORA VUOLE ESSERE INIZIATO... Consiglio sicuramente uno qualsiasi dei miei ultimi 3 dischi , proprio perché sono quelli nati dopo che ho “trovato la strada”. “My First Pair Of Glasses” per chi ama il trio, “Dreams” per chi ama il piano solo e l’ultimo, che sta avendo un insperato successo di critica, in quartetto con il sassofonista Michael Rosen, “In The Mood”. -QUAL'É LA SECONDA PASSIONE DI GIULIO GRANATI (DOPO LA MUSICA)? E LA TERZA? A parte quelle inconfessabili, mi piace molto dipingere, ma non ho più tempo per farlo ed amo molto cucinare e mangiare bene, non soltanto per sopravvivere. -SEI UN AMANTE DI VINO? Penso che uno che ama la buona cucina ami abbinare un buon piatto ad un buon vino …o forse intendevi dire: Sei un amante divino…? -HAI NOSTALGIA DI ROMA, LA TUA CITTÀ? LE HAI DEDICATO QUALCHE CANZONE O LASCI FARE A VENDITTI? Ho molta nostalgia di Roma e dei miei pochi ma carissimi amici, anche se in questo momento politico sono contento di non viverci perché mi fa più schifo di quello che ho vissuto da studente. Lascio a Venditti le dediche per la città! -ORA COSA STAI FACENDO PROFESSIONALMENTE? l pianista (uah ah !!!). Scherzi a parte, sto lavorando con il quartetto formato da me, Silvano Borzacchiello alla batteria, Stefano Dall’Ora al contrabbasso e Michael Rosen ai sassofoni (tenore e soprano). Cerchiamo di raccogliere i frutti dei veramente grandi consensi della critica (Vedi Musica Jazz, Jazz’n More, Jazz Notes, All About Jazz) anche se non è facile suonare in giro, o meglio non è facile farsi pagare il giusto per l’impegno profuso, ci sono poi i club senza piano o con un piano che fa schifo, per cui si deve anche “scremare” il poco che c’è, ma questo non è mai stato un problema per me. L’importante è fare le cose e realizzare i progetti. -QUANDO E DOVE POSSIAMO VEDERTI DAL VIVO? I concerti più vicini sono al Moods di Zurigo (12.6) ed al Magazin di Olten (20.6) , nell’ambito di una rassegna . Quest’anno ho suonato nei principali club di tutta la Svizzera, meno che a Lugano, dove pesa forse l’associazione del mio nome alla musica commerciale ed alle trasmissioni nazional-popolari della TSI, le strutture esistenti mi snobbano un po’ e qui potrei cantare la famosa... ma che cce frega , ma che cce ‘mporta...

 
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