Silvano Borzacchiello

2003.05.04 - All About Jazz PDF Stampa E-mail

Giulio Granati Quartet : In the mood

Dopo un disco in trio ed uno in solo, il pianista Giulio Granati si presenta in questo CD alla guida di un quartetto, del quale entra a far parte il sassofonista Michael Rosen. In the Mood è un esempio di jazz moderno, dinamico e tradizionale, ma è incorniciato da due brani in trio, che aprono e chiudono il CD, dalle caratterizzazioni più intimiste. Il primo è permeato da un'atmosfera sospesa ed è lungamente condotto dal contrabbasso di Dall'Ora, che si produce in uno splendido passaggio lirico all'archetto, dopo il quale spetta a Granati condurre un'improvvisazione armonica, molto tesa e fuori dal tema, che viene in conclusione ripreso proprio dal contrabbasso. Molto incisivo il lavoro ritmico di Borzacchiello, perlopiù giocato in punta di bacchetta. Rosen appare con il tenore, in solitudine, all'apertura del secondo pezzo, "Welcome Mike". Le sue frasi nette e la sua narrazione fluente non hanno davvero niente da invidiare a tanti decantati "giovani leoni" del jazz contemporaneo. Più dinamica, ma dello stesso genere, la successiva "Last Minute", nella quale Granati spicca per un solo di curiosa originalità timbrica. In "Searchin'" Rosen imbraccia il soprano, conducendo il gruppo su atmosfere più rarefatte e tese, forse più adatte al genere di improvvisazione del pianista, che infatti si produce in un'ottima improvvisazione. Si torna comunque ad atmosfere da ballad con "Easy Song", che nonostante (o, forse, grazie a) la "facilità" segnalata nel titolo, si presta ad interpretazioni molto coinvolgenti, sia di Granati che di Rosen. L'ultimo brano in quartetto, "Sommertime is Over", vede il sassofonista - ancora impegnato al soprano - prodursi in una lunga improvvisazione, molto fluida, che ricorda in certa misura Dave Liebman e si conclude con un pregevole solo del contrabbasso di Dall'Ora. La conclusione dell'album, in trio, è una libera esplorazione di universi sonori soffusi e cangianti, guidata in questo caso interamente da Granati. Complessivamente, l'album si segnala per l'ottimo interplay, per l'eccellente interpretazione dei solisti e per la qualità dei suoni. Nei brani in quartetto, c'è forse un deficit di originalità, che invece appare colmato nelle performance in trio.

Neri Pollastri

 

 
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