Silvano Borzacchiello

2002.01.15 - All About Jazz - Giulio Granati Trio: My First Pair Of Glasses PDF Stampa E-mail

Fermatevi qui, restate ad ascoltare un disco che vi farà commuovere, tanta è la poesia musicale. Giulio Granati al pianoforte, con il suo trio, vi regala una preziosa gemma d'arte, 50 minuti di infinità, perché la concezione del tempo si perde quando si trascorrono momenti fantastici. Si parla tanto dell'immenso Brad Mehldau, il pianista americano che ha riportato il trio di pianoforte agli splendori di una volta, intitolando i suoi lavori (non immotivatamente) The Art Of Trio: è senza ombra di dubbio un musicista eccezionale, forse l'unico giovane grande talento nel jazz dei pianisti d'oggi, tuttavia qualche dubbio nascerà, una volta ascoltato My First Pair Of Glasses. Non ci si trova, infatti, di fronte a qualcosa di ordinario e usuale. Potrete infatti avere dimostrazione perfetta di un concetto musicale ricorrente, ma che raramente trova riscontro nella realtà: l'interplay, quella magica sensazione per cui il dialogo fra i musicisti è così reale, così vero, che il tutto diventa un voce sola ("a three-person voice - one voice" questa la definizione di Paul Motian, ai tempi del Trio con Bill Evans). Viene ripreso, dunque, un concetto su cui pianisti come Evans, appunto, avevano basato la propria esistenza: le Village Vanguard Sessions, con Evans - La Faro - Motian (che ogni amante del jazz dovrebbe possedere) sono il manifesto di questo pensiero, in cui molte forme e strutture si lasciano sottintendere per dare maggior spazio all'interazione fra i singoli. Non è Granati a guidare i suoi compagni, infatti, ma tutti e tre si muovono armoniosamente verso la stessa direzione, così il contrabbasso di Riccardo Fioravanti e la batteria di Silvano Borzachiello non sono lo sfondo di "qualcosa", ma sono quel "qualcosa" stesso. In tutti gli otto brani questo delicato equilibrio viene sempre mantenuto: Fioravanti cerca di evitare il più possibile di "andare in 4/4", di scandire ogni beat con la tecnica del walking bass, favorendo uno stile più contrappuntistico e lirico, ed anche Borzacchiello riesce, nei limiti imposti dallo strumento, ad assumere toni melodici e coloristici lasciando, spesso, soltanto trasparire il ritmo. Sono spudoratamente chiare (ma non è affatto un male!) le citazioni al mondo evansiano: le suggestioni per il tardo ottocento degli impressionisti francesi Debussy e Ravel, particolarmente udibili nell'introduzione di "Dream 9", il ruolo del contrabbasso, come in "Vento del deserto" dove espone il tema, l'affezione ad alcuni stilemi di Evans, ad esempio gli eleganti block chords (quando gli accordi seguono l'andamento ritmico della melodia) in "Just Awake", oppure i fraseggi per terze. Oltre a tutto questo, vi è un'apprezzabile preferenza per improvvisazioni cantabili e non ansiose, una caratteristica purtroppo rara in molti jazzisti moderni, per i quali improvvisare significa, a volte, dare una dimostrazione di velocità e conoscenza di tutte le scale possibili ed immaginabili. Questo non serve e non fa bene al jazz. My First Pair Of Glasses rappresenta perfettamente l'ottimo lavoro e il grande talento di Giulio Granati e dei suoi bravissimi compagni Fioravanti e Borzachiello, a cui auguriamo tutta la fortuna che si meritano in attesa di un secondo paio d'occhiali... Valutazione * * * * * Luigi Sidero

 
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